Di solito il riscaldamento si trova negli impianti termali come le Grandi Terme e le Piccole Terme. La Biblioteca Greca fa eccezione, e si deve pensare che fosse riscaldata perché l'imperatore vi risiedeva nel periodo invernale, come avveniva anche nell'Edificio con Peschiera che viene chiamato anche Palazzo d'Inverno.
La Biblioteca Greca era pavimentata in opus sectile, quindi apparteneva ai quartieri nobili e imperiali della Villa, ma sono rimasti pochissimi frammenti delle lastre di marmo colorato. L’ambiente BG10, che collega le due grandi sale con volta a crociera, ha invece un bel mosaico policromo a tessere rettangolari disposte a canestro.
Sui soffitti, nei punti più riparati, si vedono ancora frammenti di affresco con tracce di colore. Le parti non restaurate dei muri hanno i segni delle grappe del rivestimento marmoreo, che le copriva interamente.
In mancanza di dati di scavo è difficile comprendere la funzione delle due Biblioteche. Al pari del nome, la destinazione a Biblioteca è del tutto fantasiosa, perché le nicchie delle due sale principali non erano adatte a contenere libri e comunque non vi sono tracce di scaffalature sui muri.
Stesso discorso vale per la Biblioteca Latina e per la Sala dei Filosofi che ha nicchie alte e inaccessibili, del tutto inadatte a contenere libri come si pensava nei secoli scorsi.
Qualche studioso pensa che le Biblioteche Greca e Latina potessero servire come Triclini estivi dato che sono orientate verso nord, ma non vi sono tracce di stibadi, letti triclinari in muratura come quelli che si vedono nel Canopo o nel Triclinio estivo del Palazzo Imperiale.
Probabilmente le due Biblioteche erano due atri monumentali, una sorta di Propilei che davano accesso alla parte privata della Villa, alla quale si accedeva con passaggi obbligati e sorvegliati.
Questo e molto altro potete leggere nel libro di Marina De Franceschini «Villa Adriana. Architettura Celeste. I Segreti dei Solstizi» e negli altri libri «Villa Adriana. Mosaici, pavimenti, edifici, Roma 1991» (pp. 78-82 e 380-385) e «Villa Adriana. Accademia. Hadrian's Secret Garden, vol. I. History of the Excavations, Ancient Sources and Antiquarian Studies, from the XV to the XVII Centuries, Pisa Roma 2016».